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La mente crea la Natura svela il mistero dei confini

Si sente spesso parlare della capacità di stabilire dei confini relazionali sani, quell’attitudine di delimitare il nostro spazio, quell’area che definisce i contorni che ci proteggono psicologicamente e definiscono la differenza tra IO e TU. Li chiamano “marcatori di identità”: io sono questo, arrivo fino a qui, non mi invadere, rispettami. Capita che quando qualcuno invade o non rispetta questi “confini”, entrando nello spazio personale chiamato intimo, il corpo reagisce immediatamente: si irrigidisce, sentiamo una stretta allo stomaco, incrociamo le gambe oppure percepiamo un senso di fastidio o disagio emotivo come per esempio la rabbia. Queste posso essere alcune delle reazioni che attiviamo per difendere il nostro spazio e noi stessi.

Ma cosa sono i confini? Che significato gli diamo? Dove nascono? Quando delimitiamo il nostro spazio vitale? Che emozione sottende la creazione dei confini?

Queste domande trovano risposta uscendo dalla mente razionale, controllante e discriminante che tende a dare una spiegazione logica a tutto ciò che ci accade. Se osservo l’esperienza con apertura stando in ascolto, posso comprendere che i confini non esistono nella realtà, sono una creazione della mia mente come strumento di difesa nei confronti della PAURA.

Andando a passeggiare nei boschi e osservando la Natura, grande maestra, possiamo notare che nella realtà i confini non esistono: hai mai visto un bosco o un prato delimitato se non per l’intervento dell’uomo?  Gli uomini hanno creato confini per delimitare le proprietà per difendersi dagli attacchi nemici, per tutelare ciò che era ed è proprio da ciò che non lo è. I confini sono uno strumento egoico per difendere il potere dell’uomo, per evidenziare la nostra superiorità rispetto ad altri. In natura non troverete nessun confine! La natura non giudica, non controlla, non ha paura di perdere la sua essenza o il suo potere. Semplicemente fluisce al flusso della vita, non si preoccupa che qualcuno possa deturparla della sua stessa natura. La natura semplicemente E’.

Coltiva la tua consapevolezza, porta attenzione alle situazioni in cui ergi dei muri, delimiti i tuoi confini  e osserva l’emozione che arriva a coscienza e genera questo tuo bisogno.

Delimitare lo spazio vitale non è né giusto né sbagliato. Se ne senti la necessità fallo pure ma SII CONSAPEVOLE. A volte i confini possono proteggere ma altrettante volte possono ridurre il campo delle possibilità. Anche se la vita ti ha portato a vivere esperienze traumatiche, che hanno generato dolore, ricorda che non tutte sono uguali, non giudicare tutte le esperienze come tali. Rimani aperto a ciò che la vita ti offre. Non catalogare le esperienze simili come negative.  RIMANI APERTO, la vita è l’offrirsi, il darsi, l’arrendersi è l’amore incondizionato…senza limiti, SENZA CONFINI!

Osserva la PAURA vivila, attraversala, assaporala ti accorgerai che piano piano si dissolve lasciando spazio ad altro. Percepirai come sia un fattore mentale, nulla di reale!

ESERCIZIO

Occorrente:

  • colla
  • forbici
  • 1 foto
  • pennarelli o pastelli
  • frammenti di materiali riciclati
  • un foglio bianco
  • post-it

Prenditi uno spazio per sperimentarti; prendi una tua foto e il foglio bianco e incollala al centro del foglio ( ritagliate solo la vostra immagine); se non possiedi una foto scrivi IO al centro del foglio.

Disegna un cerchio attorno alla tua foto alla distanza che desideri ( quel cerchio sta a rappresentare i tuoi confini, il tuo spazio privato) e  decoralo con il materiale di riciclo ( servono pezzi piccoli).

Pensa alle persone che fanno parte della tua vita e scrivi il loro nome sui post-it e appiccicali attorno alla tua foto, chi al di qua e chi dal di là del confine che hai disegnato.

Al termine della tua esperienza, osserva il risultato.

Questo esercizio ti permette di rappresentare i confini che metti tra te e gli altri.

Che materiale hai scelto? Morbido, duro, impermeabile, continuo, alto o basso?

Queste osservazioni ti aiutano a diventare più consapevoli del tipo di barriera che protegge il tuo sé.

Siediti difronte alla tua opera e dedica qualche istanti alla pratica in silenzio, sii il testimone e l’osservatore.   Non giudicare, non etichettare, non interpretare, stai in silenzio e osserva cosa accade nel corpo, cosa senti, come lo senti, dove lo senti, cerca di essere il più dettagliato possibile nel descrivere le tue sensazioni.

Stai, osserva, ascolta…..accolgo tutto ciò che accade come parte di te!!!

Buona pratica!

Eleonora Dott.ssa Radici, Counselor Psicosomatico Integrato e Facilitatrice Mindfulness (MBSR)