L’isolamento di queste settimane probabilmente ha fatto percepire a tutti noi, in modi e intensità diversi, la mancanza fisica, concreta di persone più o meno care, di presenze umane a cui siamo connessi a vario titolo. Ha implicato che anche noi, in varia misura, ci “celassimo” allo sguardo altrui.

Ora torneremo gradualmente a “vedere e farci vedere”, a sentire nuovamente la presenza degli altri, l’energia delle altre persone, a percepirne il movimento, le figure, il “campo” di esistenza. E, allo stesso tempo, a condividere di nuovo il nostro respiro, il nostro corpo, il nostro movimento, con altri.

Che effetto ci fa? Che cosa si muove dentro di noi quando ci connettiamo con questa idea? Che risposte ci invia il nostro corpo? Che qualità hanno le sensazioni che contattiamo? Dove le sentiamo? Ci sono delle chiusure/aperture, delle espansioni o contrazioni? Qualcosa dentro di noi si ammorbidisce o si irrigidisce? Cosa cambia nel modo in cui ci sentiamo dentro la nostra pelle?

Proviamo a farci queste domande da diversi punti di vista:

  • al pensiero di tornare a percepire le altre presenze
  • al pensiero di tornare a offrire la nostra presenza al mondo esterno

L’invito, come sempre, è quello di non giudicare ciò che contattiamo durante questo ascolto, ma semplicemente osservarlo, guardarlo con curiosità e rispetto. Possiamo accettare e abbracciare quello che ci racconta di noi?

Dottoressa Patrizia Pascucci – psicoterapeuta ad approccio corporeo integrato